Archive for novembre, 2009

Assenze proibite

novembre 27, 2009

Sul blog dei Mille Bianca Orlando racconta la dura vita degli insegnanti alle prese con le nuove regole per le supplenze. In breve, non ci sono abbastanza insegnanti e spesso gli alunni vengono smistati in altre classi. Senza contare che scarseggiano i soldi per coprire le supplenze, dato che non vengono più stanziati dal Ministero, ma dal Fondo d’Istituto. Il risultato è che molti docenti devono ancora ricevere gli stipendi dell’anno precedente, mentre ad altri è esplicitamente “chiesto di sostiruire gratuitamente i colleghi”.

Lana cotta per Volpina

novembre 27, 2009

La lana cotta è il tessuto preferito di Volpina, quindi potete immaginare il suo entusiasmo quando ha scoperto questo blog, pieno di oggettini deliziosi. Ora sta scegliendo quelli che le piacciono di più per addobbare il suo albero di Natale, e si è anche comprata un bel fiocco viola. Date un’occhiata anche voi (che però non potete comprare online)

La dolce vita

novembre 24, 2009

Premio Pulitzer

novembre 24, 2009

C’è chi pensa che se lo meriti Doonsebury per la capacità di capture the flavour of the war . Trudeau è anche meritevole per aver aperto nel 2006 The Sandbox: vi consiglio di darci un’occhiata.

E poi da ieri ho deciso che B.D. è il mio personaggio preferito

(via Francesco Costa)

The lady and the chocolate

novembre 22, 2009

(di Edward Monkton)

Io sono quella a destra

novembre 20, 2009

(dicono)

(via Giavasan)

Chist’è ‘na storia d’un… purpu*

novembre 19, 2009

Le cose cambiano

*Rispetto a ‘puppo’ rende più l’idea

(via Roberto Giannotti)

Che non si veda che sei gay

novembre 13, 2009

A me, invece, sembra l’ennesimo segno dell’omofobia dilagante in Italia. Gli spot, infatti, confermano e convalidano la mentalità che dovrebbero combattere. Tanto per cominciare, non hanno neppure il coraggio di nominare l’omosessualità. Nelle immagini i gay, le lesbiche e i trans non esistono. Si vedono, all’inizio, solo un uomo e una donna, che in qualche modo fanno pensare a una coppia etero. La parte migliore della campagna è quella che segue: paragona l’orientamento sessuale ad altre caratteristiche (fisiche) personali: la somiglianza con i genitori, la grandezza dei piedi. Un messaggio giusto: l’omosessualità è una delle varianti naturali della sessualità umana, una caratteristica come altre delle persone.

Eppure anche questo brandello di messaggio positivo è ambiguo: l’omosessualità viene tacciata di irrilevanza e confinata nel privato. È il trito luogo comune (molto di destra) del “non mi importa quello che fate a letto, l’importante è che non me lo facciate vedere”. Trascura il fatto che l’orientamento sessuale diventa rilevante nel momento in cui qualcuno ti discrimina, o ti accoltella, in suo nome. Fa a pugni con decenni di conquiste dell’orgoglio omosessuale. Rinforza il divieto di esistenza sociale per chi è gay, lesbica o trans.

Elena Tebano sullo spot antiomofobia del governo

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novembre 12, 2009

Realizzata dall’artista Rives e scovato da Giovanna Cosenza su TED.

Per fortuna sarò mamma

novembre 5, 2009

Briciole caotiche riporta un raccontino di Baricco sul classico tema del cambio del pannolino. Leggetevelo ché è davvero divertente.

Cose che accadono quando si cambia un pannolino
di Alessandro Baricco

Un po’ di mesi fa mi è nato un figlio. Ho notato che gli scrittori, quando gli nasce un figlio, poi se ne escono spesso con qualche libro in cui parlano della cosa, oppure addirittura parlano al figlio, e con quella scusa dicono la loro. A me per ora non è venuto in mente niente. Volevo scrivere L’Ulivo spiegato a mio figlio, ma, con l’ingresso dell’UDEUR di Mastella, la cosa è diventata impossibile: non son buono a scrivere libri surreali. Insomma, non se ne fa niente. In compenso ho pensato di raccogliere in un manuale tutto quello che ho imparato dei bambini. In pratica, il manuale è costruito in due parti. La prima è costituita da una frase che mi ha detto Lella Costa quando mio figlio è nato e non la smetteva di piangere. Lei mi disse: “Non preoccuparti: qualsiasi cosa facciano, non la fanno per molto”. Fine della prima parte.
La seconda consiste in un breve saggio che pubblico per la prima volta in questo inizio d’anno.
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