Anche nei migliori blog

giugno 6, 2009

Non paga di averlo fatto una volta, stamattina ho ribadito a quali candidati del Pd avrei dato la mia preferenza. Tra questi c’è Luciano Vecchi. Io – da vera pivellina – l’ho conosciuto soltanto in questa campagna elettorale, cercando di farmene un’idea via internet, attraverso il suo blog, la biografia, l’ormai citatissimo scelgodemocratico. Ho letto le sue rivendicazioni di uguaglianza, di diritti civili, l’impegno per le energie rinnovabili. Aveva già partecipato al parlamento europeo – cosa che un po’ mi scocciava – ma mi dava l’impressione di essere competente, e dalla sua aveva anche la conoscenza di alcune lingue. Comunque consapevole della mia ingenuità – e ignoranza – decido di consultarmi  via chat con il mio venerabile maestro che esclama sùbito “vuoi votare Vecchi? Bè è un rinnovatore”. Insomma era proprio quel che volevo sentirmi dire. Leggo ancora il commento seguente – “era del Pci” – e anche questo a conti fatti mi sta bene; con la coscienza soddisfatta passo alla mia seconda preferenza. Peccato che quel “rinnovatore” era ironico e il mio consigliere aveva aggiunto: sta al parlamento europeo da almeno venti anni, e cose del tipo sei scema a votarlo. Nel frattempo io ho sparpagliato endorsement a destra e manca, senza dar troppo peso alle facce educatamente sbalordite quando dichiaravo con convinzione “e poi voto Vecchi. Eh lo so, è già stato parlamentare europeo, però il suo programma mi piace. E poi è un rinnovatore”. Sono pure riuscita a convicere due persone a votarlo. Poco fa lui, in chat, mi dice se sono matta a votare Vecchi aggiongendodi aver ricevuto un’email dai Ds-mondo (i Ds? eh sì) che suggerivano di votarlo. E giù entrambi a indignarci per lo scandalo. Un dubbietto mi viene – nonostante gli abbracci con la Serracchiani che campeggiano nella mia testa e nel suo blog – e lui mi dice un “Vabbè pazienza” e io “Però non ancora votato, ho ancora tempo per ristudiarmi le liste”. Ovviamente chiamo il mio mentore, gli racconto dell’endorsement e lui esclama:”bè sì, te l’ho detto, è quasi votare Giulietto Chiesa”. Io cado dalle nuvole, gli rinfaccio il famigerato “rinnovatore” e quello scoppia a ridere, facendomi presente che esiste una cosa chiamata ironia e di andarmi a cercare la chat. Vero, ha ragione lui. (Segue ramanzina “le elezioni sono una cosa seria” eccettera eccettera.) Visto che le persone che sono riuscita a convincere per ora sono due, domani dovrò fare come lei, che ormai si conferma il mio alter ego in West Wing: piazzarmi davanti alle urne in attesa di due elettori di Vecchi, e cercare di convincerli a non votarlo perché due preferenze se l’è beccate per sbaglio. Non ditemi che ho convinto anche voi.

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