Lettere di soldati

aprile 7, 2009

Vi ricordate il Premio Amnesty Italia, quello per la migliore composizione musicale a proposito di diritti umani? Quest’anno è stato vinto da Vinicio Capossela per “Lettere di soldati” che, secondo Paolo Pobbiati, il presidente della sezione italiana di Amnesty,

ci racconta immagini di guerra crude e realistiche, prive di ogni retorica romantica e senza alcuna traccia di eroismo. Descrive la guerra come luogo della spersonalizzazione assoluta e ci porta in una dimensione in cui l’uomo perde la propria identità e umanità. Amnesty International e Voci per la libertà hanno conferito il Premio Amnesty a questo brano perché porta a riflettere sulla negazione dei diritti umani implicita in ogni guerra, in questo primo decennio del XXI secolo ancora attraversato da conflitti sanguinosi e spesso, apparentemente, senza soluzione.

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