Archivio per febbraio, 2009

Volemose bene

febbraio 27, 2009

Ieri si è tenuto a Il Cairo un incontro tra Fatah e Hamas, che hanno cercato di sepellire l’ascia di guerra e comporre un governo di unità naizonale a Gaza e in Cisgiordania. Entrambi i partiti si sono ripromessi di liberare i rispettivi prigionieri, si sono impegnati a porre fine alle campagne mediatiche denigratorie della fazione rivale, e hanno acconsentito alla formazione di un comitato per costituire una commissione elettorale. I lavori della commissione inizieranno a marzo e dovrebbero finire entro fine mese con la formazione del nuovo governo.

Sanremo alternativo

febbraio 27, 2009

Ecco le 10 canzoni candidate al Premio Amnesty Italia 2009. Ovviamente parlano di diritti umani, e con mia sorpresa ci sono pure brani di Caparezza e Vinicio.

Mi trasferisco

febbraio 27, 2009

Alemanno mi porta via cornetto e gelato notturni. Da metà marzo, dopo l’una di notte i laboratori artigianali dovranno chiudere le serrande e potranno riaprirle solo alle 5 di mattina, nel rispetto dell’ordine pubblico. E io che vorrei una Roma in cui potermi mangiare una pizza alle 3 di notte, andare al cinema e concludere tutto con un croissant a via Ottaviano. Che mortorio, ragazzi.

Voglio il gelato non le bombe!

febbraio 27, 2009

Ahmed&Salim sono i nomi dei buffi protagonisti di una serie di video israeliani che si fanno beffe dei terroristi. I due passano il tempo a giocare alla Playstation e a seguire telefilm americani, ma loro padre – che è un autentico mussulmano – non è d’accordo, e vuole che si coprano di gloria trucidando quanti più infedeli, ebrei, possibili. A ogni video affibbia loro un incarico per spedirli dritti dritti tra le braccia delle 7o vergini e ogni volta se ne vedono delle belle. La censura degli Emirati Arabi Uniti non si è fatta attendee, ma noi ci possiamo divertire.

Allah sui cattolici

febbraio 27, 2009

Il quotidiano cattolico Herald ha vinto la battaglia contro il governo malese che aveva proibito l’uso della parola Allah in qualsiasi giornale destinato a un pubblico cristiano. Il divieto è stato revocato a patto che i giornali specifichino in copertina il loro orientamento religioso.

See you tomorrow

febbraio 25, 2009

Domani alla Libreria Feltrinelli in via Appia, 427 .

Se vi trovate da quelle parti

febbraio 24, 2009

Riapre il museo archeologico di Baghdad.

Meglio tardi

febbraio 24, 2009

Ho letto soltanto ora – con colpevole ritardo – che il giudice che ha pronunciato la sentenza di assoluzione dei quattro imputati per il processo Politkovskaya ha richiesto la riapertura della indagini.

Velate distinzioni

febbraio 23, 2009

Mi stavo registrando alla newsletter di Al Arabya, e quando sono arrivata alla casellina in cui inserire il paese di residenza, mi sono accorta che l’elenco degli stati era diviso in due tronconi: prima quello dei paesi mussulmani, poi gli altri. Devo però ammettere che l’ordine alfabetico è rispettato rigorosamente.

Nel frattempo ho scoperto che la Norvegia aveva provato a legalizzare il velo per le poliziotte di fede islamica, ma poi viste le numerose proteste soprattutto della destra del Progresse Party, ha fatto marcia indietro.

L’hijab – il velo che lascia scoperto un rettangolino per gli occhi – è invece un optional previsto dalla scuola di formazione per body guard donne appena aperta in Egitto. La cosa ha suscitato un certo scalpore: c’è infatti chi si chiede perché, con tutta la disoccupaizone che c’è, affidare a delle donne un lavoro tradizionalmente maschile, e ci vede dietro l’ombra della prostituzione velata; altri invece sostengono che siano la soluzione più sicura per garantire protezione alle donne, che ovviamente non possono essere custodite da pericolosi esemplari dell’altro sesso.

Femminismo in salsa nuova

febbraio 23, 2009

Non so se qualcuno di voi ha fatto caso – vivendo a Roma credo non possiate farne a meno – ai cartelloni di Forza Nuova che invitano a partecipare a un corteo contro gli stupri e di conseguenza contro l’immigrazione: la foto ritrae le gambe di una donna, distesa su delle foglie secche, mezze coperte da una gonna bianca macchiata di sangue. Un’immagine cruda e crudele, che mi costringe a girare lo sguardo altrove, a guardare la strada e a evitare i muri per la paura di guardarlo, e che non può far che altro male a una persona che ha subìto una violenza. Non potendo staccare da sola tutti i manifesti di Roma, l’unica cosa che mi è venuto in mente di fare è stata di andare di persona alla sede di Forza Nuova, per lamentarmene e chiedere di rimuoverli al più presto, tanto più che il corteo era fissato per il 21. Per mancanza di tempo decido di telefonare alla sede – sfidando il senso del ridicolo e la titubanza a contattare gente di un partito (?) simile – e mi risponde una ragazza, così dalla voce, a cui chiedo – con crescente sprezzo del senso di ridicolo – di parlare con un qualsiasi responsabile. A quanto pare non ce ne sono, lei mi chiede il perché della chiamata, io le spiego molto civilmente la storia dei cartelloni, lei mi dà perfettamente ragione, dice di essere d’accordo con me, soprattutto oggi che è venuta a Roma dal paesotto in cui abita e li ha visti stampati, e non solo via internet, il che fa molto più effetto. “Difatti li ha fatti un uomo” mi dice. Poi mi confida che molti altri hanno chiamato per lamentarsi – fiuu – e mi assicura che verranno tolti al più presto, così spera anche lei. Riattacco senza aver concluso nulla, come prevedo, ma mi sento un po’ sollevata; e forse potrò riprendere a camminare con sguardo libero, fra qualche giorno.

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